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	<title>Michele Tortorici</title>
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		<title>No alla legge bavaglio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 14:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un motivo di più: difendere la libertà dei blog

È giusto che, a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni, si parli in primo luogo delle grandi questioni che investono l&#8217;assetto democratico del nostro paese: i favori ai criminali e ai corrotti (che restano, nonostante tutte le modifiche finora introdotte) e l&#8217;attentato alla libertà di stampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #666699;"><strong>Un motivo di più: difendere la libertà dei blog</strong><br />
</span></p>
<p>È giusto che, a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni, si parli in primo luogo delle grandi questioni che investono l&#8217;assetto democratico del nostro paese: i favori ai criminali e ai corrotti (che restano, nonostante tutte le modifiche finora introdotte) e l&#8217;attentato alla libertà di stampa (i cui rischi sono stati ridotti, ma non eliminati dalle modifiche). È strano, però, che soltanto una parte dell&#8217;opinione pubblica si dimostri sensibile al pericolo rappresentato dalla norma (del tutto inverosimile, se non fosse vera) che introduce per i blogger l&#8217;obbligo di rettifica entro 48 ore dalla richiesta sotto pena di una sanzione di 12.500 euro.</p>
<p>I blogger costituiscono in tutto il mondo una voce che, rispetto alla difesa della cittadella della libertà, si è assunta, strada facendo, il compito che una volta spettava alle scolte che stavano di guardia sulle mura: quello di guardarsi intorno e di dare il più rapidamente possibile le notizie importanti. Chi avrebbe fatto la multa a una scolta che avesse sbagliato a segnalare un pericolo per troppa fretta o anche per incapacità? Si sarebbe corso il rischio di indurre la stessa scolta a starsene zitta in occasioni analoghe, quando magari il pericolo poteva essere reale.</p>
<p>Impaurire i blogger con una norma appropriata ai grandi giornali ha proprio questo scopo: quello di farli stare zitti la prossima volta. L&#8217;Italia finirebbe così nel novero di quei paesi dove l&#8217;uso di internet per dire la verità richiede il coraggio di una continua sfida. Non sarà il caso del mio blog, che non affronta questioni di attualità e, se dà giudizi, li dà su questioni letterarie (o, peggio, poetiche) notoriamente collocate all&#8217;ultimo gradino dell&#8217;attenzione sociale. Ma è il caso di una quantità imprecisata di blog amatoriali. Un paese libero deve volere che questi blogger continuino a guardarsi intorno e a dire quello che vedono.</p>
<p>Per questo aderisco all&#8217;appello contro la norma che vorrebbe ridurli al silenzio. Lo trascrivo qui sotto. Per firmarlo, cliccare <a title="Appello No bavaglio alla rete" href="http://www.valigiablu.it/doc/162/no-legge-bavaglio-alla-rete.htm" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong>L&#8217;appello &#8220;No legge bavaglio alla rete&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.valigiablu.it/media/valigiablu/gallery/NO-LEGGE-BAVAGLIO-ALLA-RETE_2vers.jpg"> </a><span style="font-style: italic;">Al Presidente della Camera,  On. Gianfranco Fini</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On.  Giulia Bongiorno</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;"> A tutti i Deputati</span></p>
<p>La decisione con la quale, lo scorso 21  luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli  emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al  comma 29 dell’art. 1 del cosiddetto ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi –  consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete  sin qui consumati nel Palazzo.</p>
<p>La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a  circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici  dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa,  infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl  intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto  delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.</p>
<p>Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie  al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno  rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo  nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.</p>
<p>Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla  richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12 e 500  mila euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la  sensibilità dei poteri economici e politici.</p>
<p>Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché  l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non  l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19  della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni  individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non  essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni  e idee attraverso<br />
ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.</p>
<p>Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque,  reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in  Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati. L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire  un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro  Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.</p>
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		<title>L&#8217;11 giugno alla &#8220;Notte della poesia&#8221; di Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 14:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;11 giugno ho partecipato alla &#8220;Notte della poesia&#8221;, una grande festa dei versi &#8220;detti&#8221;, recitati e cantati che si svolge ogni anno nel centro storico di Genova nell&#8217;ambito del Festival internazionale di poesia grazie all&#8217;iniziativa (e all&#8217;inesauribile lavoro) di Claudio Pozzani.

La mia lettura, La vita dell&#8217;isola e altre vite (versi tratti dalla prima sezione de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;11 giugno ho partecipato alla &#8220;Notte della poesia&#8221;, una grande festa dei versi &#8220;detti&#8221;, recitati e cantati che si svolge ogni anno nel centro storico di Genova nell&#8217;ambito del Festival internazionale di poesia grazie all&#8217;iniziativa (e all&#8217;inesauribile lavoro) di Claudio Pozzani.</p>
<p><a href="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Logo-Notte-della-poesia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-670" title="Logo Notte della poesia" src="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Logo-Notte-della-poesia-300x264.jpg" alt="Logo Notte della poesia" width="232" height="212" /></a></p>
<p>La mia lettura, <em>La vita dell&#8217;isola e altre vite</em> (versi tratti dalla prima sezione de <em>La mente irretita</em>) si è svolta alle 22.15, a Palazzo Nicolosio Lomellino, in via Garibaldi 7. Intanto, sin dalle sei di sera, la parte del centro storico di Genova che si sviluppa intorno a via Garibaldi si era riempita di pubblico e i palazzi si andavano illuminando per ospitare nelle loro sale o nei loro cortili letture e concerti.</p>
<p>Lo spazio nel quale Palazzo Nicolosio Lomellino ha ospitato la Notte della poesia è stato il suo cortile, aperto da un lato sulla strada e chiuso, dall&#8217;altro, su una grotta incorniciata da uno straordinario ninfeo formato da due tritoni che sorreggono volute con al centro quella che sembra una maschera del teatro antico (se fosse davvero così, la destinazione di questo luogo alla recitazione sarebbe proprio quella originaria). Nella grotta scorre una piccola vena d&#8217;acqua il cui suono, continuo e intermittente al tempo stesso, costituisce un accompagnamento perfetto alla voce umana.</p>
<p><a href="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Ninfeo-di-Palazzo-Lomellino.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-681" title="Ninfeo di Palazzo Lomellino" src="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Ninfeo-di-Palazzo-Lomellino-300x225.jpg" alt="Ninfeo di Palazzo Lomellino" width="220" height="165" /></a></p>
<p>Dopo un pomeriggio dedicato alla poesia dialettale, il programma della serata, seguito da circa settanta persone, è stato dedicato a un recital su Dino Campana, alla mia lettura e a quella del poeta siciliano (ma genovese di adozione) Angelo Guarnieri. In quelle ore, in altre decine di sale e di cortili la poesia, per una volta, la faceva da padrona.</p>
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		<title>Stereotipi della poesia</title>
		<link>http://www.micheletortorici.it/blog/2010/04/05/stereotipi-della-poesia/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 16:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e articoli]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Giudizi e pregiudizi tra tolleranza e indifferenza
C’è una tendenza a giudicare oggi la poesia con la stessa considerazione che a suo tempo dai conquistatori europei del Nuovo mondo veniva riservata alle religioni dei nativi o, più tardi, da parte dei piantatori (sempre europei e sempre nel Nuovo mondo) si accordava alle altre religioni degli schiavi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="font-family: Georgia; line-height: normal; font-size: small; padding: 0px; margin: 0px;"><span style="color: #3366ff;"><em>Giudizi e pregiudizi tra tolleranza e indifferenza</em></span></h4>
<p>C’è una tendenza a giudicare oggi la poesia con la stessa considerazione che a suo tempo dai conquistatori europei del Nuovo mondo veniva riservata alle religioni dei nativi o, più tardi, da parte dei piantatori (sempre europei e sempre nel Nuovo mondo) si accordava alle altre religioni degli schiavi provenienti dall’Africa: perdite di tempo alle quali si poteva anche accondiscendere, a condizione che riti e cerimonie non disturbassero le attività accreditate come “produttive” presso il buon senso comune e che restassero confinate in un ambito considerato di natura sub-umana, se non prettamente ferina.</p>
<p>Ecco, l’idea che si ha oggi comunemente della poesia è che sia una sorta di animismo sostanzialmente innocuo, ma da non diffondere perché la sua inutilità e improduttività sono comunque di cattivo esempio.</p>
<p>Questa tendenza è accompagnata da due pre-giudizi che sembrerebbero smentirla e invece decisamente la confermano. Entrambi derivano dal considerare la poesia, romanticamente (?), sinonimo di “eccesso”, di “sregolatezza”, di &#8220;sproporzione&#8221; rispetto alla normalità del reale e così via.</p>
<p>Capita così che si servano del concetto di poesia – come scrive Giancarlo Majorino ne <em>La dittatura dell’ignoranza</em> – «per tutto ciò che evoca grandezza, purezza, somma bravura eccetera, tant’è che, immergendoci nell’imbarazzo, si può sentir parlare di “poeta delle nevi”, di “poesia della pizza”, di ogni cantautore quale poeta. Trattandosi di un regime autoritario ponente al centro di tutto la merce, le cose, il potere e altre bellezze del genere, non stupiscono – conclude Majorino – tali attribuzioni idiote, testimonianti la non-conoscenza dello scrivere in versi» (p. 55).</p>
<p>Il secondo pre-giudizio porta addirittura alla pubblicità. Leo Hickman ha notato qualche mese fa sul “Guardian” (<a title="Poetry &amp; advertising" href="http://www.guardian.co.uk/tv-and-radio/2009/dec/02/rise-poetry-in-advertising" target="_blank"><em>The rise of poetry in advertising</em></a>, 2 dicembre 2009) che «molte aziende, incluso McDonald&#8217;s, si stanno orientando verso la poesia per pubblicizzare i loro prodotti» e si domanda (e domanda ad alcuni poeti) se questo sviluppo sia ben accolto. Le risposte che riceve non sono per la verità strettamente pertinenti, ma quello che colpisce nell’uso della “poesia” in pubblicità sono due cose: la strapotenza della rima e, ancora una volta, l’idea di “eccesso” e “sregolatezza”. Stereotipi da far riconoscere a tutti i costi, come una ballerina africana necessariamente ricoperta di banane. In Italia, una fortunata campagna pubblicitaria di una nota azienda automobilistica, realizzata da un notissimo showman, si basava proprio sulla recitazione di una poesia da parte di un presunto poeta di lingua presuntivamente francese. Lui eccessivo e sregolato. La pubblicità ributtante, ma istruttiva.</p>
<p>Ora, il fatto è che nei casi citati da Hickman, in quello che ho appena ricordato (e certamente in tutti gli altri che non mi vengono in mente e che non conosco), quando si tratta di pubblicità, si parla di poesia proprio nel senso che io ho cercato di definire all’inizio. I poeti hanno, in pubblicità, la stessa funzione che ha una ben nota maschera di gorilla negli spot di un famoso aperitivo: si tollerano la sua invadenza e le sue battutacce proprio perché è un gorilla.</p>
<p>Ecco, questo è l’atteggiamento nei confronti della poesia: la parola giusta è “tolleranza”. Si può accettare, basta non esagerare. Guai a far sedere quel gorilla in mezzo a persone serie che hanno il loro da fare.</p>
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		<title>Il 20 marzo a Roma, alla Biblioteca dello Statuario</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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 Il 20 marzo, alle 19.00, la attivissima Biblioteca “Statuario&#8221; di via Squillace ha celebrato la Giornata mondiale Unesco della Poesia con una lettura che ha visto coinvolti tre poeti: chi scrive, Marzia Spinelli (redattrice di “Línfera” e autrice di Fare e disfare) e Francesco Onirige, vincitore con Macerie del Premio Nazionale di Poesia Quaderni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<col width="91*"></col>
<col width="165*"></col>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="36%"><a href="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/giornata_poesia2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-642" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="giornata_poesia2010" src="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/giornata_poesia2010-160x300.jpg" alt="giornata_poesia2010" width="160" height="300" /></a></td>
<td width="64%"><span style="font-size: x-medium;"> </span><!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --><span style="font-size: small;">Il 20 marzo, alle 19.00, la attivissima <a href="http://bibliostatuario.wordpress.com/" target="_blank">Biblioteca “Statuario&#8221;</a> di via Squillace ha celebrato la <a href="http://www.unesco.it/cni/index.php/cultura/giornata-mondiale-della-poesia#">Giornata mondiale Unesco della Poesia</a> con una <a href="http://bibliostatuario.wordpress.com/tag/michele-tortorici" target="_blank">lettura</a> che ha visto coinvolti tre poeti: chi scrive, Marzia Spinelli (redattrice di “<a href="http://www.linfera.it/" target="_blank">Línfera</a>” e autrice di </span><em><span style="font-size: small;">Fare e disfare</span></em><span style="font-size: small;">) e Francesco Onirige, vincitore con </span><em><span style="font-size: small;">Macerie</span></em><span style="font-size: small;"> del Premio Nazionale di Poesia Quaderni di Línfera 2008.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Le letture  sono state accompagnate da musiche eseguite al flauto da Monica  Limongelli e alla chitarra da Antonella Tondi.</span> <span style="font-size: small;"> </span></p>
<p>Organizzatrice della serata Luisa Marquardt, insegnante di  Bibliografia e biblioteconomia all&#8217;Università di Roma Tre e appassionata  responsabile della Biblioteca di via Squillace</td>
<p><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;"> </span></tr>
</tbody>
</table>
<p>Luisa è riuscita a riempire la non piccola sala attigua alla biblioteca di un pubblico attentissimo, che non ha avuto defezioni per tutta la durata della lettura, dalle sette alle nove del sabato sera. Segno di uno straordinario lavoro della biblioteca nel formare lettori e ascoltatori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il 24 e il 25 febbraio a Torino e a Genova</title>
		<link>http://www.micheletortorici.it/blog/2010/02/16/2010-il-24-e-il-25-febbraio-a-torino-e-a-genova/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 10:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di guardare. E dopo
Il 24 febbraio a Bussolengo e a Torino, e il 25 a Genova, due belle letture. Sono stati incontri di tipo molto diverso, ma con lo stesso titolo, Prima di guardare. E dopo. Il titolo, il filo che, nelle due occasioni, ha legato i testi, è tratto da un verso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #3366ff;"><em>Prima di guardare. E dopo</em></span></h4>
<p>Il 24 febbraio a Bussolengo e a Torino, e il 25 a Genova, due belle letture. Sono stati incontri di tipo molto diverso, ma con lo stesso titolo, <strong><em>Prima di guardare. E dopo</em></strong>. Il titolo, il filo che, nelle due occasioni, ha legato i testi, è tratto da un verso della poesia <em>Hai ragione, Bruno che i libri</em>. Ho scritto di recente (basta leggere <a title="La poesia non descrive, agisce" href="http://www.micheletortorici.it/blog/2010/02/13/la-poesia-non-descrive-agisce" target="_blank">qui</a>) che «la poesia non descrive, agisce». Proprio questo carattere, insito nel suo stesso nome, fa sì che la poesia, senza farlo apposta, costituisca una sorta di punto di osservazione privilegiato. La realtà che essa non descrive, ma crea, è tutta mentale. Ed è, per questo, una poderosa istigazione a riflettere. Guardare da questo punto di osservazione può essere decisivo per chi vive in una società senza altra prospettiva che quella del &#8220;prodotto&#8221; e dell&#8217;efficienza. Il fatto è che, prima di guardare, tutti possono dire: «non lo sapevo». E dopo?<br />
Sarà per questo che leggere poesia richiede sforzo. Non perché sia meno comprensibile della prosa, ma perché impegna, anche quando non sembra, a ripensare se stessi e il mondo.</p>
<h4><span style="color: #3366ff;"><em>Il luogo della rivelazione</em></span></h4>
<p>Il 24 febbraio i miei amici di Torino e della Valle di Susa hanno voluto inserire un omaggio alle mie poesie nell&#8217;ambito delle celebrazioni del 150° anniversario della fondazione del liceo &#8220;Norberto Rosa&#8221; che ha le sue sedi a Susa e a Bussoleno. Tre scuole hanno partecipato alla festa e collaborato alla lettura. Oltre al liceo “Rosa”, l&#8217;istituto professionale &#8220;Galilei&#8221;, che ha curato la parte organizzativa e la conduzione della giornata, e il liceo &#8220;Teatro Nuovo&#8221;, liceo artistico con indirizzo teatrale. A Bussoleno la mattina (Sala polivalente) e a Torino nel pomeriggio (Teatro Alfieri) quattro studenti-attori del Liceo &#8220;Teatro nuovo&#8221; di Torino, Alice Baronio, Alberto Greco, Camilla Nigro e Luca Viola, con la regia di Enrico Fasella, hanno messo in scena, con un bell’accompagnamento musicale, i testi di quindici poesie tratte da <em>La mente irretita </em>e da <em>I segnalibri di Berlino</em>.</p>
<p><a href="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/DSC_0089.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-633" title="DSC_0089" src="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/DSC_0089-300x200.jpg" alt="DSC_0089" width="300" height="200" /></a></p>
<p>E i miei versi hanno cominciato un nuovo cammino. Ho già scritto che cosa significa ascoltare i versi “detti” e quale differenza ci sia tra questo ascolto e la lettura con gli occhi dalla pagina di un libro. Ho anche scritto quale emozione possa suscitare il mescolarsi della musica alla voce di chi legge: voce con voce, suono con suono, in un unico flusso di segni pur diversi tra loro.<br />
Ma il cammino che la sperimentazione del Teatro nuovo ha fatto compiere ai miei versi è nuovo perché si è arricchito di un ulteriore universo di segni: del linguaggio gestuale. I gesti degli attori hanno aggiunto alla dimensione fonica quella spaziale, anzi, per la bravura del regista, hanno creato lo spazio adatto perché la dimensione fonica trovasse il suo luogo “naturale” per esprimersi. Unito al gesto, collocato in uno spazio che di volta in volta si espandeva ai quattro angoli del palcoscenico o si racchiudeva nel corpo dell&#8217;unico attore in quel momento recitante, ogni verso, più che detto, è stato “rivelato”, come se apparisse per cogliere lo spettatore impreparato di fronte a una emozione via via sempre più intensa.</p>
<p><a href="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/Torino_Alfieri_2_2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-634" title="Torino_Alfieri_2_2" src="http://www.micheletortorici.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/Torino_Alfieri_2_2-300x225.jpg" alt="Torino_Alfieri_2_2" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E ora una citazione di chi ha reso possibili le letture del 24 febbraio, letture che – bisogna dire – non hanno avuto solo il momento dello spettacolo, ma anche quello della presentazione e della riflessione sui testi.</p>
<p>Enzo Marvazo ha curato con intelligenza creativa tutta l&#8217;organizzazione e ha retto, dal vivo, le fila dei due eventi. Roberto Scollo ha fornito una interpretazione critica acuta e di ampio respiro dei due libri dai quali sono state tratte le poesie. Germana Erba, direttrice del Teatro nuovo, ha immesso nella realizzazione dello spettacolo tutta l&#8217;energia che anima la sua passione di artista e di persona di scuola.</p>
<h4><span style="color: #3366ff;"><em>E il luogo della confidenza</em></span></h4>
<p>Il 25 febbraio ho letto una decina di poesie edite e inedite alla Stanza della Poesia di Genova, diretta da Claudio Pozzani con Claudia Pastorino. Parlare di un&#8217;atmosfera completamente diversa rispetto a quella del giorno prima è davvero poco. La Stanza della Poesia è un piccolo spazio  di una ventina di posti ricavato in un&#8217;ala di Palazzo ducale. È frequentato da habitués, lettori o autori di poesie, gente che di poesia ama parlare e che vuole capire.</p>
<p>In questo caso la mia voce non aveva altro accompagnamento che l&#8217;attenzione tesa di questo piccolo pubblico di habitués. Alla fine, senza aspettare che io lo chiedessi, ecco le domande, in particolare sulle suggestioni nate dalle poesie tratte da <em>I segnalibri di Berlino</em>.</p>
<p>Poi tutti a sciamare verso i carruggi che stanno lì sotto,, tranne la signora Pozzani, la mamma di Claudio. È stata lei a fermarsi per chiudere il pesante portone di legno di quel piccolo spazio di confidenza nella poesia.</p>
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