Vicino al faro sul blog di Angèle Paoli

Dal 30 agosto il bellissimo blog della poetessa còrsa Angèle Paoli, Terres de femmes, ha pubblicato Vicino al faro, una poesia de La mente irretita tratta dalla sezione La vita dell’isola, con la splendida traduzione inedita di Danièle Robert, una nota biografica e una recensione. Terres de femmes dal 2004 ospita testi della migliore poesia europea contemporanea e importanti riflessioni critiche della stessa Paoli.

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Un'immagine di Angèle Paoli

Il faro del quale parlo nella poesia è quello di Punta sottile che si trova all’estremità occidentale di Favignana e guarda l’altra isola dell’arcipelago, Marettimo.

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«La musique de Michele Tortorici – scrive Angèle Paoli – saisit le lecteur dans une infinie douceur, l’enveloppe, l’entraîne dans ses rythmes, ses ruptures, ses vagabondages joyeux ou mélancoliques, la pureté de son phrasé. Profondeur de la réflexion, poésie de l’intime qui donne à penser avec retenue, élégance et délicatesse. Un mot magnifique de la langue italienne résume l’ensemble de ces qualités: Morbidezza».

Inserito il 3 settembre '09 da admin, in News. Nessun commento.

Dieci poesie de La mente irretita su una rivista francese

È uscito il 30 maggio a Marsiglia “Il Particolare 19 & 20″, fascicolo di giugno 2009 di una originale rivista francese di «Art – Littérature – Théorie critique», per usare le parole del suo sottotitolo. Al primo posto, tra le molte sezioni e gli articoli che occupano le oltre duecentocinquanta pagine del fascicolo, La Pensée prise au piège, una sostanziosa antologia di dieci poesie tratte da La mente irretita, presentate con la traduzione a fronte di Danièle Robert (qui il sommario della rivista; qui una recensione al fascicolo de “Il Particolare” con la citazione della traduzione della poesia Le parole che ho letto, tratta dalla sezione Come ogni giorno de La mente irretita).

Danièle Robert è autrice, tra l’altro de Le chants de l’aube de Lady Day (1993), straordinaria e appassionata biografia di Billie Holiday. Traduce dall’inglese, dal latino e dall’italiano. Nel 2007 ha ricevuto il prix Jules Janin dell’Académie française per la traduzione di Ovidio, Lettres d’amour, lettres d’exil.

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Inserito il 30 giugno '09 da admin, in Libri e articoli, News. Nessun commento.

2009: il 26 giugno alla Biblioteca civica di Rivoli

Il 26 giugno la Biblioteca civica di Rivoli si è riempita di poesia. “La Primavera dei poeti” (direttore artistico e coordinatore Laurent Léon, rappresentante in Italia dell’evento nazionale francese “Le Printemps des poètes”) ha riunito due poeti francesi di Grasse, Brigitte Broc e Yves Hugues, la poetessa cubana Velia Lechuga Rey e due italiani, Eleonora Manzin, presidentessa onoraria dell’associazione “Les Drôles” e chi scrive. Ha letto Piero Leonardi, accompagnato da Katia Zunino (arpa e percussioni). La Biblioteca ha curato l’organizzazione con Claudia Murabito.

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Mentre, fuori dalla Biblioteca, la giornata piovosa si concludeva con un crepuscolo umido e poi con una notte piuttosto fredda, l’arpa di Katia Zunino ha creato, nella sala di lettura, una calda e diffusa emozione. Il pubblico ha seguito le parole dei poeti, in un arcobaleno di tre lingue diverse, come sospeso, come se non ci fosse altro lì attorno che il suono di quelle parole – dette dai poeti e dette dalla voce profonda e gentile di Piero Leonardi – e di quella musica.

Non c’era un posto vuoto.

Nella quarta di copertina del programma c’era l’invito «Scrivi una poesia e fai un regalo». E qualcuno scriveva.

Alla fine, dopo due ore, nessuno voleva uscire.


Inserito il 17 giugno '09 da admin, in Appuntamenti. Nessun commento.

2009: È uscito I segnalibri di Berlino

È uscito il mio nuovo libro di poesie, I segnalibri di Berlino – Berliner Lesezeichen.

Il libro è stato presentato in anteprima il 18 maggio alla Fiera del Libro di Torino da Cinzia BURZIO  e Maddalena FUMAGALLI (guarda il programma). Si trova già (o si può ordinare) in libreria.

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I segnalibri di Berlino sono nati come diario di un mio viaggio a Berlino nel 2007: tre poesie su come questa città e la non lontana Lipsia vivono il rapporto con la memoria e l’ansia di futuro. Ma anche tre poesie d’amore per luoghi segnati da un’atmosfera di fiaba non meno che da importanti testimonianze di cultura e di storia. Poi, al ritorno, al confronto con la cronaca, con una cronaca di violenze esplicitamente collegate, dai loro stessi autori, all’ideologia nazista, è nata una quarta poesia, il Poscritto.

La particolarità di questo libro è che i testi delle poesie in italiano sono seguiti dalla traduzione in tedesco realizzata da Giangaleazzo Bettoni, di professione avvocato (anzi giurista ai massimi livelli), ma soprattutto studioso per passione della poesia tedesca e traduttore per hobby. Nato a Roma, vissuto per tutta l’infanzia e l’adolescenza a Vienna, tornato a Roma per gli studi liceali e universitari, vissuto poi fino al 1946 a Lipsia e a Berlino, Giangaleazzo Bettoni è stato totalmente e naturalmente bilingue. Questa traduzione de I segnalibri di Berlino è l’unica testimonianza palese di un aspetto della sua cultura certamente riservato e personale, ma non per questo meno qualificato di quello pubblico del giurista di fama.
Purtroppo, questa pubblicazione avviene a pochi mesi dalla sua morte. Giangaleazzo Bettoni è scomparso lo scorso mese di novembre all’età di novantatré anni.

Scrive Maddalena Fumagalli nelle Note per una città, il testo che fa da introduzione al libro: «[...] i segni di una città di fiaba divengono realtà, le vie, la pioggia, l’asfalto di una città concretamente presente, che non ci lascia e ci costringe a riflettere» (preleva il testo integrale di Note per una città).

Inserito il 1 maggio '09 da admin, in Libri e articoli. Nessun commento.

2009: il 18 maggio alla Fiera del Libro

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I segnalibri di Berlino – Berliner Lesezeichen presentati alla Fiera del Libro di Torino, il 18 maggio (guarda il programma sul sito della Fiera).

Cinzia Burzio e Maddalena Fumagalli hanno parlato del mio nuovo libro di poesie, edito da Campanotto. Cinzia Burzio ha sottolineato i rapporti tra le poesie di questo libro e quelle de La mente irretita. Maddalena Fumagalli ha messo in rilievo l’idea che emerge da queste poesie – ma anche dalla storia recente – di Berlino come metafora della Germania e dell’intera Europa.

Inserito il 1 maggio '09 da admin, in Appuntamenti. Nessun commento.

Mario Lunetta, La forma dell’Italia

Questi versi sono un processo, un viaggio e una visione […].
È un «poema da compiere» […] non finito, non finibile, come l’orrore che viviamo.
Il filo principale è quello del percorrimento della penisola, il compendio storico-geografico della catastrofe definitiva […].
Non si può aver compreso il testo e non fare nulla.
La poesia ci chiama in causa, il testo ci cita come testi.
(Dalla Prefazione di Francesco Muzzioli)

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Un poema di idee

In un momento nel quale si sente esaltare la virtù di un «utilizzatore finale» contrapposta al vizio (e al possibile reato) di un inevitabile e speculare ‘avviatore iniziale’ (sarà giusto chiamarlo così?), leggere La forma dell’Italia è come cambiare paese: una sensazione al tempo stesso di esilio e di diverso punto di osservazione, quindi di prospettiva radicalmente diversa da quella alla quale, purtroppo, siamo abituati. Quale italiano onesto non ha pensato, di questi tempi, ad “andare in esilio”, a starsene per un po’ lontano da questo paese per respirare un’aria diversa? E, se poi non lo ha fatto, questo si deve proprio al suo essere un italiano onesto. D’altro canto, è la stessa dedica del libro di Lunetta («alla memoria di mio padre Vincenzo e di mia madre Carolina, italiani onesti») a suggerirci questa prospettiva.
«E Foscolo, l’Ugone Niccolò dice soltanto / (Lettera apologetica) “Quanto all’Italia d’oggi, / a me pare fatta cadavere” – nient’altro. // Questa è la forma dell’Italia nelle ore / che stiamo vivendo come passeri strozzati». Se non ce lo dicesse la data posta a suggello del poemetto («Roma e altrove, 2007-2008») e se non ne avessimo già letto ampie anticipazioni circa un anno fa, La forma dell’Italia potrebbe sembrarci un instant book. Ma, anche attraverso l’esplicita citazione foscoliana posta quasi a conclusione del libro, l’autore, a ogni buon conto, ci avverte che non è così. Dunque non è solo una questione di date, ma è, direi, il carattere originario di questo libro. Il poema di Lunetta è, infatti, un poema di idee e non di fatti. E, in quanto di idee, non può adattarsi a essere di attualità, ma, semmai, d’occasione nel senso più alto che questa espressione ha assunto da quando che Goethe ha definito tutta la sua poesia come «poesia d’occasione». A questo si aggiunga il fatto che queste idee hanno il peso – e lo spessore – di una lunga storia personale e di una lunga storia del pensiero. Pensiero civile, si diceva una volta e si aggiungeva: da Dante al Foscolo.

Leggi il testo completo della mia recensione

Inserito il 25 aprile '09 da admin, in News. Nessun commento.

La letteratura italiana nell’orizzonte europeo

Usciti nel 1993, i due volumi de La letteratura italiana nell’orizzonte europeo, destinati in particolare alla scuola secondaria di secondo grado, hanno avuto una risonanza inusuale per un libro scolastico, fino a ricevere una recensione (per la verità ambigua, ma firmata niente meno che da Pierluigi Battista) sulla prima pagina di “Tuttolibri”.

In realtà, hanno avuto una discreta fortuna in ambito scolastico, ma una maggiore in ambito universitario, con numerose adozioni anche (forse soprattutto) all’estero, in particolare nelle università degli Stati Uniti.

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Dall’Introduzione degli autori

È noto che Eugenio Montale, nel discorso tenuto a Stoccolma nel 1975 per il conferimento del premio Nobel, definì la poesia un «prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo». E non si può negare che, soprattutto se ci si colloca nella prospettiva del lettore disinteressato (che non sia un critico, che non sia un intellettuale, che non sia egli stesso un autore), i caratteri attribuiti dal poeta genovese alla poesia si possono considerare propri dell’intero mondo delle lettere. Il fatto è però che la storia dell’umanità e – per quel che ci riguarda – quella della nostra penisola stanno lì a dimostrare che, a differenza di tanti prodotti «utili», le lettere, pur se hanno avuto alti e bassi di qualità, non hanno quasi mai conosciuto «crisi di produzione» né «cessazione di attività» ; neppure in epoche storiche durante le quali la costruzione di un «libro» – su cartapecora, su carta di papiro, su lamine o tavolette dei più svariati materiali –, la sua duplicazione e la sua diffusione dovevano fare i conti con enormi difficoltà tecniche. Ma, allora, perché darsi tanto da fare per un «prodotto assolutamente inutile»?
Qui sta il punto: proprio la loro inutile godibilità colloca le lettere tra quegli aspetti dell’esistenza umana che – in una graduatoria discendente dall’amore fino alla partita di pallone – sono in grado di trasformare l’attraversamento di una «valle di lacrime» in un piacevole soggiorno.

Preleva il testo integrale dell’introduzione

Inserito il 25 aprile '09 da admin, in Libri e articoli. Nessun commento.

2009: il 29 gennaio alle “Giubbe rosse” di Firenze

Il Caffè delle “Giubbe rosse”, a Firenze, è uno dei luoghi mitici della letteratura e, in particolare, della poesia degli ultimi cento anni (vedi qui la pagina web con la sua storia). Essere lì a leggere i miei versi al pubblico seduto ai tavolini della della parte interna della sala, davanti al pannello di vetro i cui colori danno una particolare caldissima tonalità alla poca luce diffusa, è stata un’emozione profonda.

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Da sinistra a destra, Cosma Siani, MT, Daniele Barca e Massimo Mori

Qualche mese prima avevo ricevuto con grande gioia l’invito di Massimo Mori, poeta e critico, responsabile degli “Incontri letterari” del caffè fiorentino. Ma Massimo ha fatto ben più che inviarmi un invito. A conclusione della serata del 29 ha svolto, in pochi minuti, un’analisi de La mente irretita, dei suoi luoghi, dei suoi ritmi, dei suoi chiodi fissi, che ha costituito per tutti i presenti una sintesi perfetta con la quale uscire dal caffè e ricordarsi del libro.

La presentazione è stata svolta con una intervista di Daniele Barca – che ha costituito il filo rosso della serata – durante la quale io ho fatto alcune letture e Cosma Siani ha sviluppato interventi critici sempre puntuali e rigorosi, sia nell’analisi interna delle poesie, sia in quella degli echi della poesie novecentesca e non solo. Tra il pubblico, devo citare la presenza della poetessa Liliana Ugolini.

Daniele Barca è filologo e si occupa di comunicazione (soprattutto per la didattica). Cosma Siani, docente di «Lingua e traduzione inglese» all’università di Cassino, è un critico molto attento agli sviluppi della poesia contemporanea, in particolare anglo-americana; oltre a numerosi saggi, ha scritto recensioni e critiche per “L’Indice”, per “Poesia” e per molte riviste letterarie non solo italiane.

Inserito il 30 gennaio '09 da admin, in Appuntamenti. Nessun commento.

2008: il 20 ottobre a Basilea

La “Settimana della lingua italiana nel mondo” si svolge quest’anno dal 20 al 26 ottobre e ha come tema conduttore “L’italiano in piazza”. Il Consolato italiano di Basilea mi ha invitato ad aprire la serata inaugurale della settimana, il 20 ottobre, con una lettura dal titolo Piazze di città, piazze della mente.

L’invito è nato dall’interesse dell’addetto culturale, la professoressa Giuseppina Ruggieri, per il modo in cui in alcune poesie de La mente irretita viene affrontato il tema della piazza. La piazza rosa è una delle poesie di questo libro che ha maggiormente interessato i lettori. Certo, arrivo buon ultimo – ne sono perfetttamente consapevole – ad affrontare questo tema. Lo hanno fatto prima di me poeti talmente illustri che non oso citare il loro nome qui, accanto al mio. La piazza è, in ogni città, un luogo particolare: che sia una vecchia darsena affacciata sul mare o si apra davanti a una chiesa o davanti a un palazzo civile, raccoglie sempre uno straordinario affollarsi di orme e di prospettive di vita. E io ho guardato, più che i monumenti, queste orme e queste prospettive, appunto.

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A Basilea con Luigi Catalano, che ha accompagnato la mia lettura con domande e interventi

Il titolo della lettura, Piazze di città, piazze della mente, deriva proprio dal fatto che a questa idea delle “piazze di città” si può accostare un modo di pensare, o meglio, un modo di incontrarsi con gli altri per fermare, per documentare nella conversazione il proprio pensiero. Insomma, il potere dei luoghi  vissuti e il potere della parola detta e ascoltata.

Inserito il 19 ottobre '08 da admin, in Appuntamenti. Nessun commento.

2008: il 6 ottobre a Velletri

A Velletri presentano La mente irretita, nella Sala Micara, Filippo Ferrara e Sara Gilotta. Insieme a me, legge le poesie Patrizia Audino. Filippo Ferrara da sempre anima con le sue iniziative instancabili la cultura di Velletri. Sara Gilotta, insegnante di lettere al classico, ha il dono di cogliere in quello che legge tutto ciò che può far vibrare la mente e il cuore: lo fa tutti i giorni con i suoi studenti e lo fa spesso, con delicata sensibilità, per gli amici.

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Foto di Castellinews.it

Velletri è la città dove ho scelto di vivere ormai più di venti anni fa. Ha la giusta distanza dalla grande città e la giusta vicinanza – direi il giusto sguardo – verso il mare. Come gli altri Castelli romani, Velletri ha infatti le colline che digradano al mare tra ovest e sud e risplendono così, per gran parte del giorno, dei suoi riverberi. Sono colline di vigneti e uliveti, ma anche di agrumi e di orti; fitte di case (troppe?) che accompagnano lo sguardo fino alle città della costa, Anzio e Nettuno. Più a sud è il Circeo a farla da padrone, a spuntare, non sai se promontorio o isola, a volte da una foschia azzurra a volte da un brillio d’aria asciutta, o che si asciuga dopo i temporali. In questo caso, puoi star certo che, se alzi lo sguardo, vedi anche le isole Pontine, quasi sfacciate a mostrarsi.

Inserito il 3 ottobre '08 da admin, in Appuntamenti. Nessun commento.