Feb 052016
 

Il mio nuovo libro è una raccolta di saggi letterari

Il primo, quello che dà il titolo al volume, si rivolge a tutti coloro che amano la poesia, a coloro che la insegnano, a coloro che, semplicemente, vogliono provare e far provare emozione alla lettura di un testo poetico, da Esiodo ai contemporanei.

«L’iniziazione a un mistero – afferma Gilberto Scaramuzzo nella Presentazione – è quel che deve aspettarsi chi si avvia alla lettura di questo libro. Il mistero cui si viene iniziati è un mistero bello: leggere la poesia. […] L’intento di queste pagine non è quello di insegnare un sapere ma di insegnare un potere. E insegnare un potere richiede un’opera creativa.
Difficile non avvertire come l’autore voglia che chiunque legga le sue pagine arrivi a godere in proprio di uno dei luoghi più belli dell’essere umani». Nel saggio che dà il titolo a questo volume, La musica delle parole. Come leggere il testo poetico, l’autore – continua Scaramuzzo – «ha il pregio di padroneggiare la difficile arte di giungere nei luoghi semplici, e così, in questa sua opera, la poesia viene riscoperta anche come creazione di un ritmo e, grazie ai suoni delle parole, di un’armonia; quindi come ri-creazione della dimensione spazio-temporale e, perciò, come ri-conoscimento dell’eterno».

Gli altri saggi del volume costituiscono in gran parte una sorta di esemplificazione di come, concretamente, leggere specifici testi poetici. Alcuni di questi sono letti nella loro unicità e singolarità. È il caso dei saggi su Il primo canto della Commedia dantesca. Due domande impertinenti e due pertinenti risposte, Il Natale del 1833. Il problema del dolore e i dubbi del Manzoni e La poesia Gesù di Giovanni Pascoli, un testo quasi sconosciuto. Altri testi poetici sono invece letti – attraverso precise analisi ipertestuali – nel lungo e spesso tortuoso cammino che la parola poetica è capace di compiere. È il caso del saggio su La speranza fallace da Cavalcanti a Petrarca fino a Leopardi e di quello su La neve. Un’immagine leggera del confondersi di vita e morte, da Cavalcanti a Pascoli.
A questi interventi se ne affiancano altri che costituiscono vere e proprie sorprendenti incursioni critiche sul terreno della prosa: La novella di Cisti fornaio. Boccaccio inganna i suoi lettori e Lorenzino de’ Medici come Cesare Borgia? C’è da ridere.
La musica delle parole è frutto di letture svolte senza pregiudizi, con mente sgombra: di conseguenza, presenta risultati critici originali e, in qualche caso, straordinariamente innovativi rispetto a interpretazioni tradizionali spesso appiattite sul “già visto” e sul “già detto”.

Il libro, uscito oggi, 5 febbraio, dalla tipografia (per una volta ho superato la mia tradizionale lentezza e questo post è fin troppo tempestivo), sarà nelle librerie, anche quelle online, già dalla prossima settimana. Il 20 febbraio sarà presentato, nella splendida sede della Confraternita de’ Genovesi in Roma, in via Anicia 12, da Sabrina Capponi e da Valerio Marucci, con il coordinamento di Renato Mammucari.

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