I miei libri

2018 – Una confessione spontanea, Manni.
È una domenica di luglio in un complesso di casette al mare, al Circeo. In una pace scandita da letture, bagni e grigliate, il giorno prima si scopre l’assassinio di un contadino che, in mezzo a quelle casette, allevava le sue mucche.
Odetta, coinvolta come testimone, ne ha di cose da raccontare. Al commissario puntiglioso, alle sue amiche Anita e Olga e – forse – anche all’assassino. Nel frattempo, quell’oasi di tranquillità ha cominciato a rivelare vizi e segreti che nessuno sospettava, e tanto meno Odetta. Tuttavia, dall’osservatorio privilegiato della sua insonnia, aiutata da uno sguardo acuto e ironico, sarà proprio lei a dipanare una matassa che pareva senza capo né coda e nella quale bene e male, come spesso accade, sono mescolati fino a essere indistinguibili.

2018 – Piante del mio giardino, Campanotto.
Un poemetto nel quale racconto che conversazioni faccio e come passo il tempo insieme ad alcune delle piante che crescono nel mio giardino.
Una riflessione sulla vita? Un manuale di giardinaggio in versi? Rispondete voi.

 

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2016 – Il cuore in tasca, Manni. La mia nuova raccolta di poesie inedite. Con uno spirito satirico che forse i lettori non si aspettano.

 

 

 

2016 – La vita dell’isola. Poesie a Favignana, Armando Siciliano editore. copertina-lavitadellisola-ridIn questo libro ho raccolto tutti i versi (alcuni inediti) che ho scritto sull’isola della quale sono originario.

 

 

2016 – La musica delle parole. Come leggere il testo poetico,
Anicia. È una raccolta di saggi letterari. Oltre a quello che dà il titolo al libro, hanno suscitato particolare interesse quello che propone Due domande impertinenti e due pertinenti risposte sul I canto della Commedia dantesca (con la “scoperta” di dove si trovava la luna nella notte della «selva oscura») e l’analisi de La novella di Cisti fornaio. Boccaccio inganna i suoi lettori (con un’altra “scoperta, che smentisce tutti i luoghi comuni interpretativi di questa novella).

Tortorici-Fine e principio-Copertina

 

2015 – Fine e principio, Anicia. Volume illustrato stampato in cinquecento copie numerate che non vengono vendute attraverso la normale distribuzione libraria: per informazioni rivolgersi alla libreria Anicia, di persona (chi può) o per telefono (al numero 065898028).

 

Tortorici - Due perfetti - Piano2013 – Due perfetti sconosciuti, Manni. In una domenica d’inverno, tra mezzogiorno e il primo pomeriggio, in un appartamento del quartiere romano di San Lorenzo, Odetta, ex libraia ora affittacamere, chiacchiera, uno dopo l’altro, con due perfetti sconosciuti. Le sue parole danno voce a un mondo, delineano un modo di pensare, con i suoi dubbi e con i suoi perché, mescolano in una conversazione frenetica impianti elettrici e personaggi della letteratura, questioni d’affitto e ragionamenti sull’essere, osservazioni sull’uso del bidè e critiche alle leggi della finanza, multe per divieto di sosta e liberazione sessuale.
Nei due dialoghi si dipana con leggerezza la storia di una vita, prendono forma le sue ragioni e il suo senso, e si rivela, nel finale, un sorprendente segreto. Un “trucco” nel resoconto dei due dialoghi rende la narrazione agile e coinvolgente, capace di trascinare il lettore in quella casa, in quella domenica, in quelle ore, e di farlo partecipare – terzo interlocutore nascosto – alla spumeggiante conversazione di Odetta.

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2012 – Viaggio all’osteria della terra, Manni

 

 

Copertina Versi inutili
2010 – Versi inutili e altre inutilità, Edicit. Volume illustrato stampato in 450 copie numerate. Non è distribuito in libreria con i normali canali. Per informazioni scrivere a posta@micheletortorici.it.

 

 

copertina-segnalibri-22009 – I segnalibri di Berlino – Berliner Lesezeichen, Campanotto

 

 

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2008 – La mente irretita, Manni, ora anche nella traduzione francese di Danièle Robert La pensée prise au piège (Vagabonde, 2010).

 

 

 

I miei libri di poesie sono usciti, ora posso dirlo, troppo tardi.
Ho scritto poesie da sempre, più o meno da quando avevo sei o sette anni. Ricordo bene che i miei primi versi riguardavano con una certa ossessività la pioggia, le pozzanghere, le persone inzaccherate dal fango, gli ombrelli e così via. Poi, dopo la scuola e l’università, la attività di ricerca mi ha portato a occuparmi di poesia – per così dire – dall’altra parte della “barricata”, cioè dalla parte del critico e dello studioso. Ed è probabile che proprio questa nuova posizione rispetto alla “barricata” mi abbia spinto a tenere rigorosamente chiusi in un cassetto i versi che, comunque, continuavo a comporre. Devo anche dire che da ragazzo e da adulto, da studente e da studioso, non ero mai pienamente soddisfatto di quello che scrivevo.
È stato nel 2003 che il mio amico Renzo Nanni, alla fine della presentazione di un suo libro di poesie, Una vita quasi un secolo, mi disse che io avevo interpretato i suoi versi con la sensibilità di uno che le poesie, oltre a leggerle, le scriveva. Quando gli confidai dei miei versi “nel cassetto”, mi rispose che non aveva senso scrivere qualcosa per tenerla segreta. «È un atto di superbia – aggiunse, con un tono severo che mi sorprese -; devi avere l’umiltà di sottoporti alla lettura degli altri». Dopo quella conversazione, che facemmo mentre andavamo in pizzeria a concludere la serata, ho cominciato a pensare di rendere pubblici i versi che avevo scritto. Poi presi un’altra decisione. Avrei pubblicato solo i versi che non avevo ancora scritto. Quelli di tutti gli anni precedenti li ho copiati su un hard disk e li ho in parte disattentamente cancellati. E forse è stato meglio così.
Nel 2004 Renzo Nanni è scomparso e, da allora, quello che era un impegno soltanto con me stesso si è trasformato in una promessa alla sua amicizia e alla sua memoria. Ho cominciato a raccogliere le poesie scritte dal 2003 in poi, con qualche eccezione per alcuni testi scritti nel 2002; e ho cominciato a pensare, ogni volta che ne scrivevo una nuova, che non sarebbe rimasta segreta, ma sarebbe stata letta. Cominciavo infine, per ispirazione di un amico, il mio mestiere di poeta. Infine, ho chiesto a un altro caro amico, Mario Lunetta, di dirmi con sincerità se considerava pubblicabili le poesie che avevo raccolto. Come le considerava è ora scritto nella Presentazione a La mente irretita.

Il ricordo di Renzo Nanni non si è mai allontanato da me.