Dic 122012
 

Tra tanti regali inutili che si ricevono per le feste, chissà che effetto farebbe ricevere un libro di poesia. In tempo di crisi, poi! quando si vorrebbe ricevere – ci dicono, ma ho qualche dubbio – scarpe, vestiti o almeno sciarpe, guanti, dato il clima.
Beh, c’è un solo modo per saperlo. Regalate un libro di poesia e guardate, come dice appunto la vecchia canzone di Jannacci, l’«effetto che fa». Se poi volete essere ancora più precisi, state pronti a scattare una foto. Anche con uno smartphone non di lusso: non è necessaria una grande qualità per una puntuale e accurata documentazione.

Naturalmente, non vi invito a regalare i miei libri (anche se, certo, ne sarei molto gratificato), ma libri di poesia, in generale. Costano poco e hanno, per chi non ha fretta naturalmente, una grande virtù: quando si entra in libreria e se ne prende in mano uno, prima di comprarlo, per sé o per altri, si può leggere una intera poesia per prova. Nessun altro genere della letteratura o della saggistica permette di fare la prova, come si fa con il cocomero. La lettura di un capitolo di un romanzo, ammesso che si possa fare in libreria, non dice niente: un capitolo è un frammento in sé non autonomo; una poesia è un intero, del tutto autonomo in sé, come il tassello che il venditore sapientemente taglia per l’assaggio del cocomero.
Anche se il libro non si cerca in libreria, ma lo si vuole acquistare sul web, è lo stesso: dei poeti si trovano molte poesie sul web. Si assaggia il tassello e si ordina on line.
Fate presto. E per Natale fate più verifiche che potete dell’«effetto che fa» regalare un libro di poesia, prima ancora di documentare «l’effetto che fa» riceverlo.

Auguri a tutti

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