Giu 192013
 

Nel 50° anniversario del discorso di J.F. Kennedy dal Municipio di Berlino Ovest

Il Municipio di Berlino Ovest, nel quartiere di Schöneberg, fu teatro, il 19 giugno del 1963, del famoso discorso nel quale J.F. Kennedy dichiarava, tra l’altro, «Ich bin ein Berliner» e chiamava gli europei a un nuovo modo di sentire la libertà, nella prospettiva di una fine della guerra fredda.

Oggi quello stesso palazzo ospita di nuovo una sede amministrativa, quella del settimo distretto della capitale tedesca, ma la suggestione che esso ispira è dovuta certamente più alla sua storia, testimoniata da una targa di bronzo, che al suo presente.
Due anni fa, durante un mio soggiorno a Berlino, sono andato a visitare Rathaus Schöneberg. Era giugno: un sabato di sole, con il cielo straordinariamente limpido.
La poesia che segue, Sabato a Rathaus Schöneberg, ora inserita in una sorta di dittico, Sabato e domenica, comprendente anche Domenica a Dresda, fa parte della mia raccolta più recente, Viaggio all’osteria della terra.

Michele TortoriciSabato a Rathaus Schöneberg da Viaggio all’osteria della terra, Manni, 2012).


Sarà perché è sabato mattina e l’importanza
del mercato delle pulci non è da sottovalutare, sarà per tutto
questo sole di oggi e per il cielo
di un blu così profondo che i berlinesi sono,
in molti, a testa in su,
meravigliati: insomma qualcosa sarà a far dimenticare adesso, qui,
il palazzo e, sul palazzo – das Rathaus Schöneberg, intendo – la targa
di bronzo con l’effigie
del Presidente e quella sua frase, «Ich bin ein Berliner» che dovrebbe
dire qualcosa a chi passa di qua.

O forse non dice più niente. Non posso negarlo: quarantotto
anni fa, di tanti
che oggi sono nella piazza, non doveva
esserci nessuno. Troppo giovani adesso, oppure erano allora
troppo lontani, dato che questo, è evidentemente un mercatino
per immigrati e nella storia
che racconta la targa loro
non ci sono stati. Ma chi ci è stato? Mi domando
se non rimanga, questa storia, solo nella testa
di qualche kennediano irremovibile,
granitico vecchio liberal di sinistra con in mente: l’Europa
come un fiore
della pace. “Wir sind alle Berliner”, Presidente. Così
la penso io. In questa piazza,
levate le bancarelle, già domani, qualcuno
si avvicinerà
alla targa di bronzo o perché ricorda (qualcuno
ci sarà pur stato in quella storia), o perché
– sia caso o volontà – troverà qualche cosa
nuova da conoscere. La tenacia
del bronzo non è da sottovalutare.


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