Dic 152012
 

Dedico questa traduzione a mio figlio Mario e a Esra,
in occasione del loro matrimonio, che si celebra oggi

La poesia che dedico a Mario e a Esra è di Jane Hirshfield (1953), poetessa e scrittrice newyorchese piuttosto nota negli Stati Uniti ma poco in Italia. Il titolo è A Blessing for Wedding (qui l’originale): io l’ho tradotto con una piccola modifica nella quale si perde la dolce consonanza del titolo originale, ma si evita la orribile consonanza di “z” in una frase come Una benedizione per le nozze.

Rispetto a tanti altri componimenti per nozze dei quali la letteratura di tutto il mondo è piena (e quella italiana non fa eccezione, anzi presenta un capolavoro assoluto come Il gelsomino notturno di Giovanni Pascoli), mi sembra che questa di Jane Hirshfield sia particolarmente augurale. A tutta la vita, alla vita che scorre come ogni altro giorno, con le sue piante e con i suoi animali, con chi muore e con chi nasce, viene affidato il compito, in questo giorno particolare (la cui importanza è sottolineata dalla ossessiva figura retorica dell’anafora basata su «today») di benedire le nozze, il giuramento che attraverserà il tempo nelle parole e nel silenzio.
Questa benedizione viene data in modo sommesso e, al tempo stesso, con forza addirittura «feroce». Una straordinaria chiamata a raccolta di tutto ciò che ci circonda perché, con il benedirla, possegga la coppia che si forma in tutti i giorni che verranno.

Jane Hirshfield, A Blessing for Wedding
Traduzione di Michele Tortorici, Siano benedette queste nozze


Oggi che i frutti dei cachi sono maturi
Oggi che i volpacchiotti vengono fuori dalle loro tane nella neve
Oggi che dalle uova maculate si liberano gli scriccioli e cantano
Oggi che gli aceri fanno cadere le loro foglie rosse
Oggi che le finestre mantengono la loro promessa di aprirsi
Oggi che il fuoco mantiene la sua promessa di riscaldare
Oggi che qualcuno che voi amate è morto
o qualcuno che voi non avete mai incontrato è morto
Oggi che qualcuno che voi amate è nato
o qualcuno che voi non avete mai incontrato è nato
Oggi che la pioggia precipita fino all’impazienza delle radici aride
Oggi che la luce delle stelle si piega verso i tetti di chi ha fame ed è stanco
Oggi che qualcuno se ne sta dentro la sua ultima pena
Oggi che qualcuno entra nel calore del suo primo abbraccio
Oggi, lasciate che questa luce vi benedica
Con questi amici lasciate che vi benedica
Con la fragranza della neve e della lavanda lasciate che vi benedica
Lasciate che il giuramento di questo giorno si mantenga sfrenatamente e interamente
Attraverso le parole e attraverso il silenzio vi sorprenda entrando nelle vostre orecchie
Nel sonno e nella veglia si dispieghi entrando nei vostri occhi
Lasciate che la sua forza feroce e la sua tenerezza vi posseggano
Lasciate che la sua immensità si manifesti in tutti i vostri giorni.


Siano benedette queste nozze, cari ragazzi!

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